
Ebbene, sono certa che Jonas Jonasson abbia letto e apprezzato quella storia prima di dare vita al suo Forrest: il suo Allan Karlsson è senza dubbio più vecchio del ragazzone dell’Alabama ma ne riprende l’aria stralunata e la naturalezza con cui affronta i potenti della Terra. Se Forrest Gump non si formalizzò a dire “devo fare pipì” davanti a John Fitzgerald Kennedy, Karlsson prende come se nulla fosse il tè con Harry Truman ed è considerato uno di famiglia a casa di Mao Tse Tung.
È un uomo che sceglie di festeggiare il suo centesimo compleanno fuggendo dall’ospizio in cui è ricoverato, che uccide accidentalmente un rapinatore e si ritrova insieme a improbabili compagni di avventura mentre la storia del Novecento (dalla Seconda Guerra Mondiale in poi) scorre insieme alla sua vita. Ah già, dimenticavo un dettaglio importante: Allan Karlsson è arrivato a cent’anni fabbricando esplosivi. Uno dei suoi primi prototipi è stato utilizzato in una località giapponese chiamata Hiroshima…
titolo originale: “Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann”
edito da Bompiani
pp. 462 – euro 17,90