
James viene descritto come un ragazzo molto sveglio (“fin troppo” sosteneva la sua maestra elementare), ma con evidenti difficoltà relazionali, specialmente con i propri coetanei che ritiene stupidi e superficiali.
James ha grosse difficoltà anche con la propria famiglia, composta da una sorella maggiore molto socievole ma che normalmente lo ignora, e da una coppia di genitori divorziati, lui uomo d’affari poco presente, lei gallerista di scarso successo plurisposata e pluridivorziata.
Le uniche persone con cui James si sente a suo agio sono John, il curatore della galleria della madre, e la nonna materna, affettuosamente chiamata Nanette.
Per quanto evidentemente questa non sia una situazione particolarmente originale, il romanzo la fa evolvere in modo interessante grazie alla rara capacità dell’autore nel riuscire a rendere credibile un personaggio così particolare, facendoci cogliere i vari aspetti del suo carattere e portandoci a conoscerlo quasi fosse una persona reale.
L’autore ripropone sostanzialmente il modello del romanzo di formazione, infatti questo libro è stato frequentemente paragonato a Il giovane Holden di Salinger, tuttavia, per quanto sia impossibile negare l’importanza quasi storica di quest’opera, il libro di Peter Cameron è indubbiamente più affascinante e stimolante per un lettore giovane, in quanto più vicino al proprio mondo.
In sostanza il romanzo è scorrevole e piacevole sia per lettori adolescenti che adulti, non esiste una vera e propria trama, vi sono cioè pochi avvenimenti degni di nota e comunque generalmente prevedibili, ma il libro gioca sulla psicologia del personaggio, come già detto decisamente credibile e riuscirà quindi a coinvolgere maggiormente lettori più “maturi”.
Decisamente consigliato.
edito da Adelphi
pp. 206 – euro 10